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Il Carnevale lombardo questo weekend a Schignano

Le celebrazioni per il Carnevale lombardo iniziano questo weekend a Schignano (Co)
Carnevale, ogni scherzo vale: contrariamente alla tradizione ambrosiana, che festeggia il Carnevale con una settimana di ritardo rispetto al resto d’Italia, in gran parte della Lombardia le maschere sono già pronte.

E tra queste manifestazioni suggestive se ne distingue soprattutto una, quella di Schignano (CO), dove il Carnevale da secoli è detto “dei belli e dei brutti.”
Le maschere che lo animano si distinguono infatti in “belli” e “brutti”, metafore rispettivamente dell’umanità ricca, vanitosa e vuota e di quella povera, semplice, dedita quotidianamente al lavoro.

I “belli” o “mascarun” hanno una pancia molto rigonfia, segno evidente di benessere, ed indossano abiti sgargianti, impreziositi da collane, pizzi ed ogni genere di inutile chincaglieria. Alla cintola hanno appesi dei piccoli campanelli. Sopra la bella e preziosa maschera di legno (opera degli artigiani locali), portano un cappello sfarzoso, ricco di fiori, piume e qualche bambolina. La loro vestizione awiene in casa, aiutati dalle donne della famiglia.

I “brutti“, invece, hanno un corpo deformato (l’imbottitura è realizzata con paglia e foglie) ed indossano laceri vestiti da lavoro, pelli di pecora e sacchi di iuta. Alla cintola hanno appesi grossi campanacci e sulle spalle portano una gerla ricolma di ogni genere di cose vecchie e sporche. Alcuni di loro hanno anche una scopa (per spazzar via la sfortuna), una valigia (simbolo dell’emigrazione di un tempo) e un fiasco di vino (per consolarsi). Sopra la loro maschera di legno, dal profilo iregolare, portano cappellacci e corna di bue. La loro vestizione avviene nelle stalle fuori dal paese, aiutandosi l’uno con l’altro.

Il corteo carnevalesco vero e proprio si svolge il sabato e il martedì precedenti le Ceneri, e gira per tutte le frazioni della valle, fermandosi spesso nelle osterie, dove i figuranti bevono e intrecciano balli con il pubblico in un’atmosfera di grande partecipazione.

Aperta dalla “fugheta” (la banda musicale) e da due alti “sapör” (gli “zappatori” che aprivano la strada agli eserciti napoleonici), dal corpo ricoperto di pelli di pecora, il volto fuligginoso, lunghi baffi e un ascia di legno in spalla, la sfilata dei “belli” e dei “brutti” si svolge per le vie del paese, fra improvvise sceneggiate ora dell’una ora dell’altra maschera, sotto il controllo della “sigurtà”.

Giunti sulla piazza, uno dei ‘brutti” viene scelto per essere messo al rogo. Il rituale vuole però che questi riesca a fuggire. Dopo la caccia per le vie del paese, viene nuovamente catturato e, sostituito con un fantoccio (detto “carlisepp”), dato alle fiamme. Muore così, ogni anno, il carnevale a Schignano.

Tre weekend di divertimento e tradizione da non perdere: appuntamento a sabato 18 febbraio per sfilata e ballo in maschera e grande chiusura martedì 21 febbraio con Ballo in Maschera e Rogo.

Per ulteriori informazioni informazioni, www.comune.schignano.co.it

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